Redazione - mar 26, 2024

L'AI penalizza i siti web? Ecco la risposta (e il metodo) di SDWWG

Quando si parla dell'(ab)uso dell'Intelligenza Artificiale nel mondo del digitale non c'è realtà che non drizzi le antenne. Soprattutto se ad aprire bocca per proferire parole autorevoli su questa tematica è nientemeno che Google. Ebbene sì: il colosso di Mountain View ha infatti di recente emesso una nota ufficiale in cui ha spiegato che, cavalcando un'onda lunga che dura almeno dal 2022, sta mettendo in campo sempre nuovi strumenti per permettere ai suoi utenti di visualizzare più informazioni utili e meno risultati che sembrano fatti apposta per i motori di ricerca. Penalizzando, in questo modo, quei siti che creano quantità e non qualità, corroborati dai potenti (ma nocivi, se mal applicati) mezzi messi a disposizione oggi dall'Intelligenza Artificiale. La cosa non poteva che destare anche la nostra attenzione, aprendo così una riflessione sull'uso e sull'impatto dell'Intelligenza Artificiale non solo nel nostro lavoro d'agenzia ma anche, e soprattutto, nei servizi che offriamo ai nostri clienti, che vogliamo condividere con voi in questo articolo.

Cosa dice la nota di Google in termini di AI

Approfondendo meglio la questione e leggendo bene tale nota, infatti, si scopre quali sono le principali aree di modifica su cui BigG sta lavorando per migliorare la qualità della ricerca e l'utilità dei risultati.

Classificazione di qualità: che significa miglioramenti algoritmici ai principali sistemi di classificazione di Google per garantire che vengano visualizzate le informazioni più utili sul Web e ridurre i contenuti non originali nei risultati di ricerca.
Norme sullo spam: nuove anche le norme di Google sullo spam per mantenere i contenuti di qualità inferiore fuori dal Search, come i siti web scaduti riconvertiti come archivi di spam da nuovi proprietari e lo spam di necrologi.

A questo, la nota aggiunge una interessante considerazione che arriva proprio da casa madre: "Riteniamo che questi aggiornamenti ridurranno la quantità di contenuti di bassa qualità nel Search e invieranno più traffico a siti utili e di alta qualità. Sulla base delle nostre valutazioni, prevediamo che la combinazione di questo aggiornamento e dei nostri sforzi precedenti ridurrà collettivamente i contenuti di bassa qualità e non originali nei risultati di ricerca del 40%".

Perché l'impiego dell'AI nel nostro lavoro e nei nostri servizi non ha nulla da temere

Tali novità sono state accolte con grande interesse (oltre che con un pizzico di sfida) anche da noi di SDWWG, che con l'Intelligenza Artificiale lavoriamo ogni giorno, fornendo contenuti oltre che servizi che si basano proprio sull'utilizzo di questa tecnologia. "Ma come?", vi chiederete, "Non rischia di sembrare un controsenso?". E soprattutto: non è che anche i nostri contenuti rischiano di passare sotto le forche di Google, con conseguente oblio (e, detta tutta, nocività per i business dei nostri clienti, oltre che della nostra realtà)? La risposta è semplice: no. E il motivo è presto detto: chi, come noi, fa un uso consapevole e qualitativo dell'Intelligenza Artificiale, per proporre contenuti e servizi non solo all'avanguardia ma anche compliant in termini di standard tecnici (e che punta ad aumentare le performance di chi, come i nostri clienti, ne fa uso), non ha nulla da temere.

Grazie a una profonda conoscenza della materia (know-how che è appannaggio dei nostri esperti interni), infatti, siamo in grado di offrire un servizio di grande qualità che è capace di sfruttare l'AI, avendo sempre ben chiaro che si tratta di uno strumento e non di un obiettivo. Tale consapevolezza ci deriva da una lezione che abbiamo appreso in tutta la nostra lunga vita di agenzia: non c'è niente di più creativo, affascinante, ma anche autorevole e performante dell'ingegno umano, ossia di quella intelligenza ben lontana dal sintetico e dall'artificiale e molto più vicina alle capacità tailor made di un sarto dove l'ascolto delle necessità dei nostri clienti, la capacità di cogliere le sfumature che caratterizzano ogni realtà imprenditoriale, l'esperienza in una materia tanto complessa qual è quella del B2B e la ricerca continua dell'evoluzione dei mercati con cui ogni giorno ci troviamo a lavorare sono il vero elemento distinguente, cui l'AI si relaziona come tramite, mai come punto d'arrivo. 

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Il nostro metodo di lavoro è il frutto di tanta esperienza accumulata negli oltre 40 anni della nostra attività, ma è anche il risultato della nostra continua ricerca diverso il futuro, verso il miglioramento non solo delle tecniche ma anche dei risultati che possiamo offrire ai nostri clienti, sempre alla ricerca di trend, novità e tecnologie che possano essere compliant soprattutto per i nostri partner, e poi anche per noi.

Ed è proprio qui che si inserisce l'Intelligenza Artificiale, la quale, come abbiamo già detto, non sostituisce tutto il nostro know-how ed esperienza ma, al contrario, lo affianca, potenziandone la portata. Grazie a un uso consapevole della stessa, infatti, accorciamo i tempi di output, miglioriamo la qualità delle risposte, ampliamo la gittata della conoscenza di topic sempre più verticali. Ma questo non basta (e non può bastare): una volta creato un contenuto, testuale o grafico che sia, infatti, il nostro apporto diventa necessario per affinare al meglio il risultato finale, per passare da prodotti e servizi che quasi chiunque potrebbe fare da sé a elementi unici e sartoriali, realmente rispondenti alle necessità dei nostri clienti, oltre che di un mercato dominato da logiche tanto specifiche qual è quello B2B. E, dunque, in grado di raggiungere obiettivi con una velocità e una qualità che anche Google, forse, un po' ci invidia.

 

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