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Creare contenuti migliori non basta:  il content marketing ha bisogno di promozione

Scritto da Redazione | 28/08/18

Il web è un oceano di contenuti in cui le informazioni ci bersagliano costantemente. Informazioni che nel web poi vi restano, andando ad alimentare un archivio di sapere e di notizie inesauribile. Tutorial, white paper, articoli di approfondimento, curiosità, dati e statistiche, aggiornamenti live… Non manca nulla, nemmeno la qualità, rendendo estremamente difficile creare contenuti che nel web trovino risalto rispetto a tutti gli altri.

In SDWWG conosciamo una medicina per ottenere visibilità! Creare contenuti migliori spesso non basta: come il business vero e proprio, anche il suo content marketing ha necessariamente bisogno di promozione.

Una delle tecniche di promozione dei contenuti che ha preso piede negli ultimi anni è la sponsorizzazione sui social network. In cima alla lista sempre lui, Facebook. Ma anche Instagram – il social dei Millennial, la prossima generazione di spenders – e Twitter.

A venire sponsorizzati possono essere vecchi post già pubblicati o post nuovi creati ad hoc per l’occasione. Banditi sono i semplici e puri link: fondamentale è l’uso di immagini accattivanti di alta qualità che attirino l’attenzione dell’utente mentre annoiato scorre il suo newsfeed.

La nostra ultima campagna di sponsorizzazione è stata implementata e gestita per Masina dal 1929, la nota azienda del comparto food, in concomitanza con il lancio di un concorso – da noi progettato – per la grande distribuzione.

Le sponsorizzazioni hanno costi che qualunque azienda può permettersi. Il budget lo scegli tu e puoi aumentarlo o diminuirlo in qualsiasi momento, anche con la campagna in corso. Costi contenuti ben lontani dalla pubblicità tradizionale, per no quella più accessibile su tv, radio o carta stampata locale. Un’opzione economica ma che raggiunge un pubblico vasto e targhetizzato secondo i parametri selezionati.

Non fare uso delle sponsorizzazioni sui social network equivale a restare in panchina e guardare gli altri giocare… e segnare. Come si legge in Everything You Need to Know About Paid Social di Sprinklr:

L’utente medio è potenzialmente esposto a 1.500 storie ogni volta che accede a Facebook. Gli utenti super sono esposti a 15mila storie. Tutte queste storie competono l’una contro l’altra per il newsfeed e l’attenzione degli utenti. Piuttosto che esporre gli utenti a ogni aggiornamento, il nuovo algoritmo di Facebook ltra il newsfeed utilizzando 100mila diversi fattori per decidere quali post saranno in cima alle timeline e quali scivoleranno sullo sfondo.

Quali sono i post scelti dall’algoritmo di Facebook? Quelli sponsorizzati, ovviamente. Attenzione! Leggere bene il foglietto illustrativo, perché possono presentarsi effetti collaterali. Non bisogna esagerare con le dosi: a over-sponsorizzare si finisce per essere considerati spammer.

Per avere successo nella promozione dei nostri contenuti, altro non dobbiamo fare che tutto ciò che i marketers già fanno offline: creare contenuti di valore, segmentare efficacemente il target di riferimento, misurare i risultati delle campagne e ottimizzare di conseguenza.