Pirandello, Pacchiarini e l'Inbound Marketing. La maschera della comunicazione
17/10/18

Pirandello, Pacchiarini e l'Inbound Marketing. La maschera della comunicazione

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Raccogli le informazioni, metti la tua maschera e inizia a preparare la tua campagna di comunicazione. Chi la leggerà? Quanti nuovi leads otterrai? Centomila, uno, nessuno!

Eppure hai seguito il corso alla perfezione ottenendo il massimo del punteggio... ma non ottieni risultati.

Tutti possono dotarsi di una piattaforma e dire di saperla usare ma la differenza, oggi più che mai, la fa la tua capacità "empatica" di relazionarti con il target o meglio, con le persone.

Coinvolgere emotivamente il fruitore con un messaggio in cui lo stesso è portato a immedesimarsi è la cosa più complicata in assoluto e non te la insegnano a scuola.

O “ci sei” o difficilmente “ci farai", con o senza maschera.

Che ognuno faccia ciò che è in grado di fare senza continuare a millantare capacità professionali inesistenti.

La tecnologia sta riportando al centro il pensiero e l'emozione, tutto il resto sono solo codici binari. Così è se vi pare (cit. Pirandello) poi fate quello che cavolo volete! (cit. Pacchiarini).

Forse sono stato un po’ colorito ma francamente, dopo la noia giunta a forza di sentire da parte di tutti le stesse cose, oggi comincio a provare un fastidio non ben identificato per tutto ciò che si continua a dire relativamente alla comunicazione e all’utilizzo di piattaforme di inbound marketing.

Come per tutte le professioni e in comunicazione non da meno, bisogna avere delle capacità, e a volte delle doti innate. Comunicare significa interagire con delle persone e non è semplice come  sembra.

Una piattaforma non fa altro che automatizzare un processo, in altre parole attiva in maniera automatica un dialogo basato su informazioni e risposte standardardizzate per target.

Io continuo a chiamarlo target, gli altri li chiamano buyer personas, cosa cambia? Fondamentalmente nulla.

Prima di pensare a ogni genere di messaggio, bisogna sapere con chi si interagisce, quali sono i suoi desideri e i bisogni da soddisfare. Sembra una lezione degli anni ‘80 e forse proprio per questo in molti falliscono: per guardare il mezzo (la piattaforma) ci dimentichiamo il fine, quello di rispondere a una necessità effettiva da parte del nostro target. E fidatevi, dagli anni ‘80 ad oggi il fattore “persona” è cambiato ben poco.

Se sei arrivato a leggere fino qui, potrei pensare che la tua necessità è approfondire l’argomento, ma come faccio a sapere realmente come interagire con te? Solo in questo momento entra in gioco la segmentazione del target (buyer personas), e qui comincerei ad espandere l’argomento in settori diversi, sempre più profondi e verticali.

Ma francamente, non è mia intenzione preparare un lungo e complesso lavoro strategico per “tirarti dentro”.

Preferisco sempre fare 4 chiacchiere, magari davanti ad un caffè o un aperitivo…e se anche questa fosse una tecnica di inbound?

A questo punto hai due possibilità:

  1. Chiudi tutto e pensa di avere a che fare con il solito cialtrone pubblicitario!
  2. Chiamami e facciamo 4 chiacchiere.

La prima cosa di cui discuteremo sarà la differenza tra una campagna push ed una pull o se preferisci, scegli tu!

A te la scelta, io la maschera l’ho tolta

Luca

inbound marketing , comunicazionefluida